Muore Lawrence Ferlinghetti, ultimo esponente della Beat Generation

Martedì 23 febbraio ci ha lasciato Lawrence Ferlinghetti, poeta statunitense di 101 anni.  Ferlinghetti era anche proprietario di una famosa e antica libreria di San Francisco, considerata il tempio della generazione della Beat Generation. Il movimento beat si diffuse negli anni Cinquanta come ribellione ai valori convenzionali della società statunitense e il materialismo. La controcultura nata dalla Beat Generation si manifestò attraverso il ritmo jazz e la sperimentazione di droghe, nonché mediante il sesso e la scrittura, e la rappresentazione cruda della condizione umana.

Ha dato notizia del decesso il figlio Lorenzo, comunicando che il padre ha esalato l’ultimo respiro nella propria abitazione a San Francisco, a causa di una malattia polmonare.

Ferlinghetti era nato nel 1919, al termine della Prima guerra mondiale, a New York (anche se suo padre era italiano, originario di Brescia), e tra gli anni Cinquanta e Sessanta ottenne grande successo come editore della casa editrice newyorkese City Lights, pubblicando i poeti da lui stesso scoperti come Ginsberg, Kerouac, Burroughs e Corso. Lui stesso era un poeta di talento, se si considera che la sua raccolta di poesie, A Coney Island of the Mind, ha venduto più di un milione di copie negli Stati Uniti. Ma i suoi lavori sono stati pubblicati e tradotti anche in altri Paesi del mondo, tra cui l’Italia. 

Naturalmente, la libreria City Lights oggi è ancora in piedi, rendendo ancora onore allo scopo con cui Ferlinghetti l’aveva portata avanti per tanti anni. Nel 1968 dichiarò al New York Times che “City Lights era l’unico posto di San Francisco dove potevi entrare, sederti a leggere un libro senza che nessuno potesse obbligarti a comprare qualcosa […] avevo questa idea di una libreria che potesse anche diventare un centro culturale, e sapevo che sarebbe stato il luogo perfetto anche per una casa editrice”.

Ferlinghetti ha continuato a pubblicare libri e poesie fino alla fine, e fino a due decenni fa si esibiva ancora in letture di poesie nei campus universitari.

I dipendenti di City Lights hanno omaggiato in questo modo l’ultimo esponente della beat generation: 

“Ferlinghetti è stato determinante nel democratizzare la letteratura americana creando (con Peter D. Martin) la prima libreria tascabile del paese nel 1953, rendendo ampiamente disponibili libri di qualità diversi ed economici. Ha immaginato la libreria come un “luogo di incontro letterario” dove scrittori e lettori potessero riunirsi per condividere idee su poesia, narrativa, politica e arte. 

Per oltre sessant’anni, chi di noi ha lavorato con lui al City Lights si ispira alla sua conoscenza e all’amore per la letteratura, al suo coraggio a difesa del diritto alla libertà di espressione, e al suo ruolo vitale di ambasciatore culturale americano. La sua curiosità contagiava e il suo entusiasmo infettivo, e ci mancherà moltissimo. Intendiamo costruire sulla visione di Ferlinghetti e onorare la sua memoria sostenendo City Lights nel futuro come centro di ricerca aperto e impegno nella cultura letteraria e nella politica progressista. Anche se piangiamo la sua dipartita, celebriamo i suoi tanti contributi e ringraziamo per tutti gli anni in cui abbiamo potuto lavorare al suo fianco.”

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