Oscar Wilde: l’estetismo e l’edonismo di Dorian Gray

Il ritratto di Dorian Gray è uno dei libri più letti e famosi al mondo ed è, allo stesso tempo, il manifesto di un movimento culturale e letterario come l’estetismo. L’autore, Oscar Wilde, ne è il portavoce, impersonificato nel racconto in Dorian Gray, un giovane molto prestante dal punto di vista estetico, biondo, muscoloso, ricco, ma anche acerbo, superbo ed esuberante.

La storia, ambientata nell’epoca vittoriana, racconta del giovane Dorian, che ha accettato di farsi ritrarre da un suo amico pittore, tale Basil Hallward. Il personaggio chiave del romanzo è, però, un amico di entrambi, che assiste al ritratto, ovvero Lord Henry Wotton. È proprio Lord Henry che insegna a Dorian Gray le dottrine dell’estetismo, ovvero la capacità di ricercare sempre nuovi piaceri, avere una personalità affascinante, con parole spesso ciniche e provocatorie, che lo fa diventare spietato. Dorian, poi, si innamorerà di Sybil Vane, un’attrice di teatro di 17 anni, che perde tutte le sue certezze per colpa di questo amore ricambiato.

Il momento di maggior suspense è la sconvolgente scoperta di Dorian di fronte al suo ritratto fatto da Basil; voler restare giovane e bello in eterno. Il ritratto gli sembra talmente perfetto che sembrerebbe perfetto per rimpiazzarne la copia reale. Tale pensiero inizierà ad ossessionarlo verso metà del libro fino ad accompagnarlo per tutta la durata del romanzo.

La maledizione si spezza quando Dorian distrugge il quadro. Insieme al dipinto, però, muore anche lui, portandosi dietro tutte le nefandezze compiute in vita.

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