Lun 13 Luglio 2026
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Diana Bracco: “La scienza ha bisogno delle donne”. A Roma la mostra “Una vita da scienziata”

Diana Bracco: “La scienza ha bisogno delle donne”. A Roma la mostra “Una vita da scienziata”

Promuovere il talento femminile nelle discipline tecnico-scientifiche, scardinare stereotipi duri a morire e rendere visibile il contributo delle donne alla ricerca: sono questi gli obiettivi al centro della mostra “Una vita da scienziata. I volti del progetto #100esperte”, inaugurata il 13 novembre nella sede della Fofi (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani), in via Palestro a Roma. Un’iniziativa che affonda le sue radici nel progetto “100 donne contro gli stereotipi”, nato nel 2016 grazie alla Fondazione Bracco e fortemente voluto dalla sua Presidente Diana Bracco.

Da anni la Fondazione Bracco lavora per contrastare l’immagine distorta che continua a permeare l’immaginario collettivo: quella di una scienza declinata al maschile, nonostante il ruolo fondamentale svolto dalle ricercatrici in tutti i campi del sapere. I dati lo confermano: secondo il Global Media Monitoring Project 2020, il 76% degli esperti intervistati dai media sono uomini. Una disparità che pesa sulla percezione pubblica e, soprattutto, sulle aspirazioni delle giovani generazioni. La Presidente Diana Bracco lo ribadisce con decisione: “Ho sempre posto la cultura della ricerca e l’empowerment femminile al centro del mio impegno nell’impresa e nelle istituzioni. Ritengo in particolare che le donne nelle discipline STEM possano e debbano svolgere un ruolo fondamentale. Vanno dunque superati i pregiudizi e i bias che le vorrebbero meno adatte alle discipline tecnico-scientifiche, le cui competenze, invece, sono sempre più richieste nel mondo del lavoro”.

La mostra ospitata dalla Fofi (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani) raccoglie gli scatti di Gerald Bruneau, che ha immortalato le protagoniste di “#100esperte”, scienziate di altissimo profilo, impegnate nella ricerca medica, ingegneristica, fisica, ambientale, tecnologica. L’esposizione fotografica ha l’obiettivo di contribuire al superamento degli stereotipi e dei pregiudizi che ancora limitano l’accesso delle donne alle professioni tecnico-scientifiche e di incoraggiare le nuove generazioni a intraprendere percorsi di studio e carriera nelle discipline STEM. I ritratti raccontano una scienza autentica, accessibile, persino giocosa, mostrando il volto umano dietro le grandi scoperte. Il percorso espositivo ha già attraversato l’Italia e il mondo, diventando un simbolo internazionale di valorizzazione del talento femminile. Dopo Montecitorio e numerose tappe nazionali, la mostra è stata protagonista di tour negli Stati Uniti, da Washington a New York, e in Paesi come Messico, Cina, Brasile, Israele, Costa Rica, Repubblica Ceca e Svizzera. L’auspicio è – aggiunge Diana Bracco che questa mostra possa essere una fonte d’ispirazione per tante giovani donne”.

L’inaugurazione romana ha visto la partecipazione del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del comandante dei Carabinieri del NAS, generale Raffaele Covetti, di Gianni Letta, del segretario generale della Fondazione Bracco Gaela Bernini e di numerosi rappresentanti del mondo culturale e scientifico. Un segnale forte della crescente attenzione istituzionale verso il tema della parità di genere nella ricerca.

“Una vita da scienziata” sarà visitabile fino al 12 dicembre presso la sede della Fofi (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani), in via Palestro 75 a Roma dal lunedì al giovedì dalle 10:00 alle 16:00 e il venerdì dalle 10:00 alle 13:00.

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