Paola Severino: l’Università italiana tra tradizioni e necessità di cambiamento

Paola Severino

Non credo sia esagerato affermare che la formazione dei giovani rappresenti oggi uno degli aspetti fondamentali per la crescita di ogni Paese”: inizia così l’editoriale scritto da Paola Severino, giurista, Professore, Vicepresidente dell’Università Luiss Guido Carli, nonché Presidente della Scuola Nazionale Pubblica Amministrazione (SNA). Per comprendere la contemporaneità e non subirla passivamente, è necessario dare agli studenti i giusti strumenti e la corretta forma mentis per saper analizzare il reale da diversi punti di vista e orientarsi.

Dopo le interviste di “Cantiere Giovani” ai professori di atenei internazionali, si torna in Italia: l’Università italiana è sempre in cerca di comprensione, divisa tra tradizioni e bisogno di cambiamento. Nuove strategie di apprendimento vanno sicuramente applicate, basate sui canoni del large, long learning: “Una solida ed estesa preparazione teorica rappresenta la piattaforma su cui costruire la progressiva analisi concreta di specifici fenomeni”, scrive Paola Severino, “è ancora una formazione estesa, che metta insieme humanities e competenze scientifiche e tecnologiche, a consentire di mettere le basi perché i lavoratori del settore pubblico e del settore privato siano preparati ad affrontare i cambiamenti continui di paradigma in maniera non traumatica”.

Se si pensa ai grandi temi del presente, ad esempio all’intelligenza artificiale, si intuisce come l’interdisciplinarietà debba essere il cuore del nuovo orientamento in ambito formativo, unitamente alla sensibilizzazione sui valori che devono guidare la contemporaneità. Per questo in Luiss è nato il progetto “Legalità e Merito”, che insegna i valori della legalità e dell’investimento nel merito ai ragazzi delle scuole e provenienti da contesti sociali difficili. Le recenti riforme varate per la Scuola della Pubblica Amministrazione invece puntano ad affiancare ai corsi tradizionali altri approfondimenti sulle nuove esigenze del Paese.

Si tratta solo di alcuni degli esempi di come il mondo della formazione sia andato cambiando negli ultimi anni e del perché esso abbia acquisito un crescente valore non solo economico, ma anche etico per l’accelerazione dei processi di cambiamento richiesta ai Paesi dalle recenti crisi economiche e sociali”, ha concluso Paola Severino.

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