Il fondatore e Presidente di Health Invest Roberto Tribuno è stato ospite del podcast aziendale per affrontare il tema dell’”inverno demografico”, ovvero quel concetto che racchiude i temi di calo demografico che investe il Paese, dell’innalzamento dell’età media e delle conseguenze socio – economiche che ne scaturiscono. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo occidentale, assistiamo a un calo demografico e a un invecchiamento medio della popolazione, causato anche dall’avanzamento delle cure mediche e delle tecnologie sanitarie.
Il Giappone è il Paese con la popolazione più vecchia del mondo, al secondo posto si posiziona l’Italia, che è anche quello più anziano d’Europa. “In Italia è sorprendente, ma, l’età media della popolazione si avvicina ormai a 50 anni. Solo 20 – 30 anni fa parlavamo di un’età media della popolazione di 35”, ha evidenziato Roberto Tribuno. Naturalmente, l’invecchiamento generale della popolazione crea delle crepe profonde a livello socio – economico, “perché una popolazione di giovani è una popolazione di consumatori, una popolazione di lavoratori, una popolazione di persone che guarda al futuro, che investe, che cerca di fare”. Gli anziani, invece, sono persone meno attive poiché in pensione e verso la fine del proprio ciclo di vita.
Il cosiddetto “inverno demografico”, quindi, genera impatti devastanti che agiscono su diversi aspetti. In primo luogo, il calo delle nascite è in aumento ogni anno: in confronto a 700.000 decessi annui si registrano circa 300.000 nascite, creando un gap di 400.000 persone in meno. In secondo luogo, oggi, la popolazione italiana ammonta a 58 milioni, in confronto ai 62 – 63 milioni di qualche anno fa, nonostante un contributo positivo, dal punto di vista dei numeri, dell’immigrazione. Di questo passo, tra 50 anni, ha insistito Roberto Tribuno, “saremo solo più di 40 milioni e vuol dire, comunque, anche un peso nel sistema internazionale a livello di numeri, a livello di potenze economiche, a livello di capacità produttive”.
Il Ministero dell’Istruzione ha anche stimato che nei prossimi dieci anni ci saranno circa un milione di studenti in meno. A questo fenomeno ormai in atto si aggiunge anche quello che è stato chiamato indice di anzianità, che in Italia ha raggiunto il 200%, ovvero per 100 ragazzi sotto i 14 anni ci sono 200 persone sopra i 65. L’alto numero di anziani, e quindi di pensionati, e il basso numero di giovani va a creare un’insostenibilità del sistema pensionistico. L’INPS, infatti, ha stimato che, nel giro di qualche anno, per ogni pensionato ci sarà un solo lavoratore. Gli anziani, ovviamente, pesano diversamente anche sul sistema sanitario, poiché hanno bisogno di maggiori servizi rispetto ai giovani. “Considerate che praticamente 2/3 dei ricoverati in un ospedale sono ultra 65enni — ha evidenziato Roberto Tribuno — Diventeremo pochi, vecchi, poco cooperativi e poco produttivi. Quindi automaticamente meno importanti e deboli” sul piano internazionale.
Quello dell’inverno demografico è un tema che necessariamente deve entrare nelle agende politiche di qualsiasi forza, al Governo e non. “Non è così semplice e facile, soprattutto richiede una manovra ad ampio spettro, insomma, di lunga gittata. Purtroppo tutti i nostri governanti e politici direi che fanno molta fatica ad avere una visione di medio – lungo termine”.
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