Mar 16 Giugno 2026
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Sanità

San Matteo e Università di Pavia presentano SMET, innovazione per la spina bifida

San Matteo e Università di Pavia presentano SMET, innovazione per la spina bifida

Il Policlinico San Matteo e l’Università di Pavia hanno unito competenze e ricerca per dare forma a SMET4MED, un materiale avanzato che “ricorda” la propria struttura originaria e torna a espandersi con il calore del corpo. La sua natura modulabile, ottenuta grazie all’integrazione di cellule staminali, rende questo tessuto ingegnerizzato un potenziale alleato per correggere malformazioni congenite attraverso un approccio rigenerativo. È un passo che rafforza l’impegno scientifico della Fondazione IRCCS San Matteo, già protagonista del percorso di accelerazione PerfeTTO, rete nazionale dedicata al trasferimento tecnologico nelle Life Sciences. Il progetto è stato presentato nel corso del PerfeTTO Match-Up, ultimo appuntamento del ciclo, che ha coinvolto oltre 250 professionisti, più di 70 aziende e numerosi incontri B2B.

Nel contesto dell’evento, la ricercatrice Silvia Pisani, del Dipartimento di Scienze del Farmaco e affiliata al San Matteo, ha illustrato come SMET4MED sia il risultato diretto della collaborazione con l’ateneo pavese. Pisani ha spiegato che l’obiettivo condiviso è portare allo sviluppo di SMET: un tessuto costruito con polimeri biodegradabili e biocompatibili, con una particolare memoria di forma che gli permette di dilatarsi una volta raggiunta la temperatura corporea. Le sue fibre, disposte in una nanoarchitettura che richiama la matrice extracellulare naturale, sono progettate per dare sostegno meccanico e per favorire l’attecchimento e la moltiplicazione delle cellule.

Questa innovazione trova terreno fertile nella chirurgia mininvasiva. SMET, infatti, è pensato per interventi dedicati alla riparazione della spina bifida e di altre anomalie tissutali congenite. Uno dei suoi tratti più promettenti è la possibilità di essere “cellularizzato” con cellule autologhe o staminali, rendendo ogni impianto un manufatto unico, calibrato sul paziente. Tale personalizzazione apre scenari nuovi nella medicina rigenerativa, suggerendo applicazioni su misura e offrendo una strada più delicata, ma più efficace, alla ricostruzione dei tessuti.

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