In un contesto in continua evoluzione, la consulenza finanziaria si conferma uno dei pilastri nell’evoluzione del risparmio delle famiglie italiane. Lo ha sottolineato Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali e Presidente di Assoreti, in un’intervista al “Corriere della Sera” pubblicata lo scorso 24 luglio, in cui si è espresso su diversi temi: dal modello della consulenza italiana alla crescita delle reti fino alle prospettive europee legate alla Saving and Investment Union. “Se in questi anni c’è stato un modello vincente è stato quello italiano, che però è un unicum. Riuscire a portare le esperienze italiane dei consulenti finanziari negli altri Paesi, difendendone peculiarità e valenze anche sociali, credo sia una priorità assoluta. Poi, la seconda grande sfida europea, come ha detto Draghi, è la Saving and investment union, che vuol dire avvicinare il risparmio privato all’economia reale”, ha spiegato Mossanell’intervista.
Il settore della consulenza finanziaria continua a registrare numeri in crescita: negli ultimi dieci anni sempre più italiani hanno scelto di affidarsi a un professionista per la pianificazione finanziaria, a conferma di una maggiore consapevolezza nella gestione degli investimenti: “In dieci anni le reti sono cresciute più di ogni altro canale distributivo, passando dal 14 al 25% del mercato e in questa crescita c’è tutta l’evoluzione della nostra professionalità. La peculiarità di questo mondo è che siamo uno diverso dagli altri, l’associazione mette a fattor comune le sfide che ci attendono”, ha aggiunto parlando del suo mandato in Assoreti, che riunisce 20 gruppi che prestano servizi di consulenza.
In uno scenario economico e finanziario sempre più articolato, la domanda di consulenza qualificata continua a crescere, rafforzando il ruolo dei consulenti finanziari nell’accompagnare le famiglie nelle scelte di investimento e nella valorizzazione del risparmio: “Ho sempre lavorato in questo mondo e ho grande rispetto per la professione del consulente finanziario. Credo fermamente che ci sia un gran bisogno della professionalità e della fiducia che il consulente finanziario riesce a esprimere alle famiglie italiane”.
Nell’intervista, Mossa ha parlato anche di PMI2Change, l’innovativo progetto dedicato alle piccole e medie imprese quotate italiane che Banca Generali ha lanciato nelle scorse settimane nell’ottica di favorire un incontro più efficiente tra mercato dei capitali e imprese, contribuendo ad aumentare liquidità, visibilità e attrattività di un segmento che rappresenta una componente fondamentale del sistema produttivo nazionale: “L’iniziativa sta andando molto bene, ma il tema non è la singola iniziativa, quanto un sistema che supporti realmente gli imprenditori”. In merito, il CEO ha parlato anche dei PIR, che “sono mossi nella giusta direzione” ma “presentano un solo rischio, è una iniziativa pro-ciclica”. Gian Maria Mossa osserva quindi come in passato grosse correzioni di mercato abbiano disincentivato il veicolo: “I Pir andrebbero completati pensando a questo aspetto”. Per riuscirci è fondamentale “il confronto tra tutti gli esperti del settore, nell’interesse dei risparmiatori e del Paese. In questo senso Assoreti si sta muovendo”. Infine, rispondendo a una domanda su cosa manca all’Italia per essere un Paese finanziariamente evoluto, il CEO rimarca che “troppi asset illiquidi, sotto assicurazione e demografia, non aiutano un contesto che sta cercando di indirizzare il risparmio verso l’economia reale e verso investimenti che proteggano dall’erosione del potere d’acquisto”.Un bravo banker, mai come oggi “importante almeno quanto un bravo medico”, può fare la differenza.
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