Saqqara stupisce ancora: la scoperta di altri 100 sarcofagi riporta la speranza in Egitto

Questa volta tocca all’Egitto essere al centro della cronaca. Il ministro delle antichità del Cairo, Khaled El-Enany e il segretario generale del consiglio superiore delle antichità, Mostafa Waziry, durante una conferenza stampa, hanno svelato al mondo intero le scoperte avvenute pochi giorni fa sulle rive del Nilo. 

Maschere funerarie, statue dorate, amuleti, cassette per vasi canopi (ovvero contenitori per conservare le viscere dei defunti) sono i preziosi oggetti ritrovati dal team di archeologi egiziani. Più di 100 sarcofagi policromi dell’Antico Egitto sono stati portati alla luce e risultano essere perfettamente conservati e sigillati. È un vero e proprio tesoro quello ritrovato nei pozzi funerari scavati e profondi oltre 12 metri. Secondo le analisi effettuate, i sarcofagi, alcuni dei quali ricoperti di foglie d’oro e di proprietà di alti funzionari di Stato, risalgono a 2.500 anni fa, quindi appartengono ad una delle dinastie dell’epoca tolemaica (intorno al 332-323 a.C.).  

I ritrovamenti sono avvenuti a Saqqara, a poco più di 15 chilometri a sud delle piramidi di Giza, stesso sito dove poco più di un mese fa sono stati portati alla luce altri 60 sarcofagi. L’antica necropoli menfita di Saqqara, che include un sito funerario che ospita un grande numero di tombe e mastabe e in cui spicca la piramide di Djoser, rappresenta un’ampia area sacra appartenente all’epoca tolemaico-romana e dedicata al culto della dea gatto Bastet (protettrice della casa, delle donne e delle nascite). Dal 1979 fa parte del patrimonio dell’Umanità Unesco.  

Per il momento soltanto uno di questi sarcofagi è stato realmente aperto e al suo interno l’incredibile scoperta di una mummia intatta, ancora completamente avvolta da bende di lino, ha lasciato tutti a bocca aperta. L’analisi con i raggi X, che assicurano gli archeologi non ne ha alterato lo stato, ha mostrato la perfetta conservazione del defunto.  

Khaled El-Enany ha dichiarato con molto orgoglio che “Gli scavi sono in corso e ogni volta che scopriamo il vano di una tomba, troviamo anche l’entrata a un altro”. Quindi tutto il mondo è pronto a ricevere altre buone notizie. Tre diversi musei del Cairo: il nuovo GEM (Great Egyptian Museum) che dovrebbe aprire nel 2021, Il National Museum of Egyptian Civilization e il museo di piazza Tahrir ospiteranno i recentissimi ritrovamenti. 

L’Egitto intero spera che i nuovi reperti possano essere motivo d’attrazione e che possano aiutare il turismo di questo Paese a risollevarsi dopo essere stato messo a dura prova dalla pandemia.  

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