La Fondazione Don Gnocchi ha realizzato la prima biobanca italiana dedicata alla riabilitazione e alla biologia del cambiamento. Si tratta di una struttura pensata per raccogliere, conservare e gestire campioni biologici in ambito riabilitativo, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi del recupero e migliorare l’efficacia delle terapie. Il progetto studia come il corpo cambia durante il percorso riabilitativo, integrando i campioni biologici con dati clinici e funzionali per sviluppare approcci di cura sempre più personalizzati.
La caratteristica distintiva della biobanca della Fondazione Don Carlo Gnocchi è la raccolta nel tempo dei campioni biologici: i prelievi vengono effettuati in più momenti nel corso del percorso di cura, permettendo di osservare come l’organismo cambia durante la guarigione. I campioni raccolti di sangue, plasma, siero, DNA e saliva vengono integrati con dati clinici e funzionali per identificare biomarcatori predittivi del recupero funzionale, ovvero indicatori biologici capaci di anticipare come un paziente risponderà a un determinato trattamento. La struttura opera secondo un modello hub & spoke: la sede principale presso l’IRCCS Santa Maria Nascente di Milano è responsabile dello stoccaggio definitivo e della distribuzione dei campioni, mentre le sedi di Firenze e Roma si occupano dell’arruolamento, della raccolta e della conservazione temporanea. La biobanca può contare su tecnologie avanzate di conservazione, tra cui sistemi di stoccaggio a -80°C e -150°C con monitoraggio continuo, 24 ore su 24, sette giorni su sette, e un sistema digitale di tracciabilità che assegna a ogni aliquota un codice univoco e una posizione mappata.
Le aree cliniche prioritarie coinvolte dalla biobanca della Fondazione Don Gnocchi includono le malattie neurodegenerative, pneumologiche, cardiovascolari e cerebrovascolari, la neuropsichiatria infantile e la fragilità legata all’invecchiamento. In una prima fase, la raccolta dei campioni è attivata nell’ambito di protocolli di ricerca già approvati. In prospettiva, diventerà uno strumento di biobancaggio sistematico, integrato ai percorsi assistenziali dell’intera rete della Fondazione. L’investimento complessivo ammonta a oltre 800mila euro, reso possibile anche grazie al sostegno del Ministero della Salute, della Banca d’Italia e della Fondazione Barbaglia. Dal 19 al 22 maggio la Fondazione Don Carlo Gnocchi ha partecipato per la prima volta all’European Biobank Week, il principale congresso europeo che riunisce la comunità internazionale del biobanking.
Per maggiori informazioni:
Sii il primo a commentare