Negramaro, resteremo in piedi e torneremo in Contatto

Contatto dei Negramaro è uno stand-up album di resistenza musicale e umana. Il decimo lavoro in studio della band è in uscita per Sugarmusic e racconta il sogno di tornare ad abbracciarci, toccarci, sentirci esseri umani nello stesso spazio di altri, magari in quella “terra di nessuno” che in una delle nuove canzoni è, per la band, la terra di tutti, dove i migranti sono “persone che migrano” e non solo migranti.

Il titolo scelto per il lavoro al completo, quello del brano omonimo, riassume il sogno del preciso momento storico che viviamo e raccoglie un totale di dodici racconti in musica, scritti da Giuliano Sangiorgi, prodotti da Andro e confezionati dall’intera famiglia allargata Negramaro. Il prossimo anno i sei festeggeranno anche i vent’anni dalla prima cantina in cui si trovarono per suonare, quella del papà di Ermanno, delle botti di vino Negroamaro, e che tutti insieme riconvertirono in sala prove.

Contatto è anche il singolo che ha permesso al gruppo di restare per tre settimane successive al primo posto dell’AirPlay radiofonico. Un concept album sui generis, perché le dodici storie raccontate sono differenti, ma accomunate da uno spirito di resilienza e necessità di esserci, ogni giorno nelle piccole cose. Nel brano di “rinascita” ci sono anche le voci campionate dei manifestanti durante le proteste del movimento black lives matter e un dubbio pirandelliano che si insinua tra “essere un uomo, oppure un cantante”.

All’interno del viaggio dei Negramaro c’è una sola collaborazione ed è con Madame, sulle note di Non è vero niente. Diverse, invece, le ispirazioni che si intravedono nelle canzoni, da Lucio Dalla ad Ennio Morricone. In La terra di nessuno Lucio è citato nel testo, con un riferimento alla canzone Anna e Marco e omaggiato con uno dei suoi tipici vocalizzi scat. Nel brano Dalle mie parti ci sono invece le orchestrazioni arrangiate da Stefano Nanni, storico collaboratore di Luciano Pavarotti, che ha diretto per l’occasione l’Orchestra Roma Sinfonietta del Maestro Ennio Morricone. Il brano si chiude con una coda orchestrale ispirata alle atmosfere dei film di Sergio Leone. “Ci troviamo in un momento importante per tutte le persone – ha detto Sangiorgi – dove la pandemia ha accentuato tutte le sensibilità. I nervi sono scoperti e spesso si parla di argomenti importanti con troppa leggerezza. Questo lavoro è il nostro lungo ‘post’ che avremmo potuto mettere sui social per rispondere a tutti“.

Momento di incertezze, anche per tutto il mondo della musica live e della filiera economica, oltre che artistica, che su di essa si regge. “Vorremmo uno Stato e un Governo – è l’appello della band – che finalmente cominciasse a parlare della musica e della cultura in generale non più come un bene di lusso, ma come di una necessità primaria per l’anima. Un corpo senza anima e senza cultura resta solamente un corpo”.

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