“After Hours” di The Weeknd: album dell’anno 2020?

Atteso come il Natale o la Pasqua, il 20 marzo del 2020 è uscito il quarto album in studio del cantante afro-canadese The Weeknd, a distanza di 4 anni dal suo ultimo lavoro ufficiale, “Starboy”. Nel 2018 aveva fatto uscire in streaming un mixtape “My Dear Melancholy”, che aveva generato un hype pazzesco, spingendo ogni suo fan ad aspettare con impazianza la data del prossimo album.

Finalmente è arrivato, ed è proprio vero quando si dice che l’attesa è stata ripagata. “After hours” è un album clamoroso, stupendo, dotato di una liricità di altri tempi, con The Weeknd che sembra un misto tra Michael Jackson e un artista mai sentito prima, che solo lui riesce ad impersonare. Album da pelle d’oca, costruito “a tavolino”, senza featuring e un inno alla vecchia fiamma di The Weeknd, Bella Hadid.

In questo disco fuoriescono tutti i dubbi, le insicurezze esistenziali e sentimentali dell’artista, compreso il trasferimento in una “Sin City” come Los Angeles. Alterna momenti di lucidità, dove elenca ogni momento ed ogni discussione con Bella, ad altri dove, confuso dall’uso di sostanze stupefacenti, manifesta il suo amore per lei e implora il perdono in ginocchio, accettando i suoi errori.

Ripete più volte che non gli importava di macchine, droghe, nemmeno della musica, ma l’unica cosa che realmente voleva (e abbiamo capito che vorrebbe ancora) è svegliarsi con lei vicino.

Potenzialmente, per la portata lirica, per la musica incredibile e per i testi da pelle d’oca, “After Hours” su tutti, ma anche “Until I Bleed Out”, “Scared To Live” e “Save Your Tears”, è l’album dell’anno, ma sarà la critica a deciderlo. Uno dei prodotti più sensazionali della musica pop, alternative-pop e R&B degli ultimi vent’anni.

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